Nuovo anno, nuova Buvette
Martedì 10 febbraio 2026
Come sempre, ben ritrovati.
Siamo colpevolmente spariti dalla circolazione dopo la fatica della puntata sul bilancio. Potrebbe essere che siamo stati impegnati, potrebbe essere che abbiamo deciso di cominciare questo 2026 a febbraio. Oppure, come i più attenti di voi avranno notato, potrebbe essere che abbiamo lavorato un po’ sulla nostra infrastruttura, come dicono quelli bravi. Dopo quasi sette anni di onorato servizio, abbiamo salutato Mailchimp e ci siamo spostati su Substack. Per voi non cambia nulla: ci scuserete però se ci fosse sfuggito qualcosa nel trasferimento. Se notate cose strane, fatecelo sapere che risolveremo il prima possibile.
Terminate le comunicazioni di servizio, torniamo al nostro Parlamento e cerchiamo di recuperare un mese di politica italiana in poche parole:
referendum, attriti, scissioni e altre amenità;
cosa bolle in pentola;
una riforma natalizia importante.
L’arte del buon viso a cattivo gioco
Nell’ultimo mese, gli imprevedibili e rapidi sviluppi della politica internazionale hanno offuscato la rilevanza delle polemiche nazionali. La maggior parte del dibattito è stata occupata dalle ricadute delle vicende americane. Il rapimento del Presidente venezuelano Maduro, le minacce di invasione della Groenlandia, il futuro sempre meno roseo della NATO, i fatti di Minneapolis. In tutte queste situazioni, la nostra premier ha dovuto far mostra di grande equilibrio diplomatico: non ha mai criticato direttamente Trump e la sua amministrazione ma senza neanche mai porsi in completa contrapposizione con i più battaglieri tra i suoi colleghi europei. L’obiettivo dichiarato fin dall’inizio del mandato di Trump è stato quello di accreditarsi come pontiera tra Unione Europea e Stati Uniti, compito sulla carta facilitato dalla vicinanza ideologica con il Presidente americano ma che ha obbligato a imbarazzanti silenzi senza in cambio alcun riconoscimento percepibile.
A livello europeo, Meloni ha rafforzato la cooperazione con il cancelliere tedesco Merz, forte di essere una delle poche leader solide in Europa e imprimendo così una spinta di destra conservatrice alle politiche della Commissione Von der Leyen. Certo ci sono state delle incomprensioni con gli elettori, come l’approvazione dell’accordo con il Mercosur che ha indispettito gli agricoltori, ma il sostegno generale non ne è uscito particolarmente inficiato.
Gli anni di governo si fanno poi sentire e sono emersi alcuni distinguo all’interno della maggioranza. Gli screzi più marcati si sono avuti con la Lega, che sta portando avanti una strategia di opposizione interna al Governo: alcuni dei suoi esponenti non risparmiano le critiche all’esecutivo, soprattutto in materia di pensioni (vi ricordate il bilancio?), spesa pubblica e politica estera. In particolare il rinnovo degli aiuti all’Ucraina ha visto l’opposizione della Lega, che però non si è spinta più in là di proteste e sbuffi. D’altra parte, anche Salvini ha i suoi problemi interni: Vannacci, ex-generale e autore dell’ormai classico Il mondo al contrario, ha ufficializzato la sua uscita dal partito per fondare Futuro nazionale, nuovo partito pronto a fare opposizione da destra al governo Meloni. Una scelta che dovrà dimostrare la propria lungimiranza ma che potrebbe impensierire la maggioranza nella prospettiva delle politiche del 2027. Intanto il generale ha però già raccolto uno sparuto gruppetto alla Camera.
Per completare il quadro, è iniziata la campagna elettorale per il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, che si terrà ufficialmente il 22 e 23 marzo. La maggioranza è compatta per il SI e la campagna elettorale aiuterà a tenere sotto controllo i malumori. Le opposizioni sono più affaticate, soprattutto nel PD dove una non limitatissima frangia sta direttamente facendo campagna per il SI insieme alla destra. L’attesa non sarà lunga, mancano meno di due mesi, ma probabilmente il Governo sperava di avere la vita più facile: i sondaggi, che davano in ampio vantaggio i favorevoli, stanno vedendo un recupero costante dei contrari. Le cose potrebbero cambiare molto da qui al voto e noi saremo pronti a raccontarvi come.
Le prossime battaglie in Aula
A differenza della politica un po’ sonnacchiosa, il Parlamento è tornato dalle vacanze con molta voglia di lavorare e ha avviato diverse proposte di legge di cui avremo modo di parlare nei prossimi mesi.
Ci aspettano dei nuovi decreti Sicurezza, vero fiore all’occhiello di questa maggioranza, che già hanno fatto nascere qualche polemica ai piani alti. Altrettanto complessa si sta rivelando la riscrittura della proposta di legge sulla violenza sessuale: dal nuovo testo è scomparso il riferimento al consenso in favore del dissenso, implicando un profondo ribaltamento concettuale e giuridico. E sta facendo anche litigare una proposta per punire l’antisemitismo, che ha spaccato soprattutto (ma senza sorprese) il PD.
Dopo il referendum dovrebbe anche riprendere slancio la riforma del premierato, a cui si lega la nuova legge elettorale che già scalda gli animi. Una discussione che avverrà nell’ultimo anno della legislatura: ormai italica tradizione, ma sempre pratica sconsigliata da tutti gli standard internazionali in materia elettorale.
Infine, arriveranno all’approvazione definitiva anche alcune modifiche alle intese con le confessioni religiose e non mancheranno numerose nuove giornate nazionali. Non ci annoieremo.
Col favore delle feste
Complice anche l’approvazione definitiva avvenuta il 27 dicembre al Senato, è passata in sordina una corposa riforma della Corte dei Conti, che ha fatto storcere il naso alle opposizioni e agli stessi magistrati della Corte. La maggioranza è intervenuta con l’obiettivo dichiarato di snellire la burocrazia e combattere la cosiddetta “paura della firma”, che bloccherebbe il lavoro degli amministratori e politici, mentre i critici intravedono nella riforma un indebolimento del ruolo di controllo e garanzia della Corte, coerente con l’atteggiamento insofferente verso i limiti posti dalla magistratura già manifestato da questo governo.
In sintesi, il testo prevede una limitazione dei casi in cui un amministratore può essere considerato colpevole per i danni erariali commessi, venendo ristretto il concetto della colpa grave. In questi casi, inoltre, la prescrizione di cinque anni sarà calcolata dall’avvenimento del danno e non da quando il fatto è stato scoperto, limitando quindi le possibilità di arrivare a una sentenza definitiva. Inoltre, la riforma amplia il controllo di legittimità della Corte ma prevede il silenzio assenso sui pareri richiesti, che esclude la responsabilità: una Corte sommersa dalle richieste di pareri potrebbe diventare uno strumento per i politici per coprirsi dagli eventuali danni erariali. Trovate in questo articolo tutti i particolari del caso.
Onorevole, capiamo l’acredine ma insomma così è un po’ gratuito.
Antonino Iaria (M5S): E qui casca l’asino, e il riferimento al Ministro Salvini è puramente casuale.
Sapete che noi seguiamo il Parlamento, anche se non sempre questo ha l’ultima parola. La scorsa settimana, per esempio, la Corte Costituzionale ha riscritto l’articolo del Codice della strada voluto da Salvini sulla guida sotto effetto di stupefacenti: come avevamo detto a suo tempo, c’erano dubbi di legittimità, che sono stati confermati.
Insomma siamo contenti di essere tornati, ci aspettano delle puntate interessanti e arriverà probabilmente anche una puntata speciale sul referendum. Non temete che non vi abbandoniamo nel momento del bisogno.
Scriveteci, fateci sapere come avete passato questo mese senza di noi e avvisate i vostri amici che siamo tornati. A presto!
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Nel frattempo in Parlamento
Alla Camera: Alberto Stefani (Lega) si è dimesso dopo l’elezione a Presidente del Veneto, mentre Massimo Bitonci (Lega) si è dimesso per entrare nella Giunta della regione Veneto e serviranno elezioni suppletive; Attilio Pierro e Davide Bergamini hanno lasciato il gruppo della Lega per entrare in Forza Italia; Francesca Viggiani è subentrata a Ubaldo Pagano, dimessosi per entrare nella Giunta della regione Puglia.
Pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale lo statuto di Patto per il Nord, lo statuto del movimento politico Forza Italia, lo statuto del movimento politico Radicali Italiani e lo statuto di Sinistra Futura - Costituente per la nuova sinistra.
Pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Presidente della Repubblica d’indizione del referendum sulla giustizia, il decreto di correzione del quesito del referendum e il decreto di indizione delle suppletive della Camera per i collegi Rovigo e Selvazzano dentro.
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Presidente della Repubblica di accettazione delle dimissioni del Sottosegretario per le imprese e il made in Italy Massimo Bitonci.
Pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale la legge 190/2025, sulla legge annuale per il mercato e la concorrenza 2025, la legge 191/2025, di conversione del DL Economia, la legge 198/2025, di conversione del DL sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, la legge 199/2025, sul bilancio 2026, la legge 1/2026, sulla Corte dei Conti, la legge 4/2026, di conversione del DL Fonti rinnovabili, la legge 8/2026, di conversione del DL ex-ILVA, la legge 9/2026, sulla sicurezza delle attività subacquee, la legge 11/2026, sui servizi per i cittadini all’estero, la legge 14/2026, sui veicoli fuori uso sotto sequestro, e le leggi di ratifica dell’Atto di Ginevra, sulle denominazioni geografiche, e di accordi con Svizzera, Camerun e Bahrein.
Pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale il decreto-legge 196/2025, sul referendum 2026, il decreto-legge 200/2025, Milleproroghe, e il decreto-legge 201/2025, sugli aiuti all’Ucraina per il 2026.
Pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo 184/2025, sul codice degli incentivi, il decreto legislativo 185/2025, sui requisiti minimi per i fondi propri, il decreto legislativo 186/2025, sul Terzo Settore, il decreto legislativo 187/2025, sulla violazione degli obblighi sui carburanti sostenibili per l’aviazione, il decreto legislativo 192/2025, su IRPEF e IRES, il decreto legislativo 207/2025, di attuazione della direttiva su miele e succhi, il decreto legislativo 208/2025, di recepimento della direttiva CSDDD, il decreto legislativo 209/2025, di attuazione della direttiva sui servizi finanziari, il decreto legislativo 210/2025, sul contrasto al riciclaggio, il decreto legislativo 211/2025, di attuazione della direttiva sulla violazione delle misure restrittive UE, il decreto legislativo 212/2025, di recepimento della direttiva sui contratti di credito, il decreto legislativo 213/2025, di attuazione della direttiva sui rischi da amianto, il decreto legislativo 215/2025, che individua l’autorità competente per le prove elettroniche, il decreto legislativo 216/2025, di attuazione della direttiva sulle prove elettroniche, il decreto legislativo 2/2026, di attuazione della direttiva RAEE, il decreto legislativo 3/2026, di attuazione della direttiva sul mercato dell’energia, il decreto legislativo 5/2026, di attuazione della direttiva sulle fonti rinnovabili, e il decreto legislativo 10/2026, sul testo unico IVA.
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