Il Parlamento in scena

Insomma dopo un bel po’ di tempo di illazioni, promesse, smentite, annunci e ritrattazioni, finalmente abbiamo una legge di bilancio nero su bianco. Il testo del Governo è stato depositato al Senato giovedì scorso, ma non perderemo un minuto di più a parlarne: la discussione durerà ancora due mesi e tante cose potrebbero cambiare più volte. Inutile affannarsi, aspettiamo che si posi un po’ di polvere e ne riparliamo verso fine anno, come ogni anno d’altra parte.
Forse anche conscio della maratona a cui ci appropinquiamo, forse stanco dalle quarte elezioni regionali del mese (la Toscana è rimasta al centrosinistra, ma mancano ancora tre regioni al voto), il Parlamento ha approcciato queste ultime due settimane con una certa tranquillità, ma non per questo sono mancate occasioni di battibecco politico:
è tornata la maturità;
cosa fare in Europa;
si va in scena.

Per chi si amareggia per l’incedere dell’autunno, sarà confortante ritornare a una classica polemica estiva: la maturità. A fronte di un numero particolarmente esiguo (quattro?) di studenti che hanno rifiutato di sostenere la parte orale dell’esame di maturità quest’anno, il Ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara e la destra tutta si erano sperticati in accuse e reprimende contro un comportamento ritenuto inaccettabile. Gli studenti in questione avevano già ottenuto un punteggio sufficiente a superare l’esame con i crediti e le prove scritte, quindi non sono stati bocciati, Valditara però si era speso per promettere che una tale eventualità non si sarebbe potuta riproporre.
Come era prevedibile, la soluzione è stata cambiare la scuola per decreto, con un DL approvato dal Consiglio dei Ministri il 4 settembre e passato in prima lettura al Senato mercoledì 15 ottobre.
Il testo modifica in realtà l’intero svolgimento dell’esame: si torna a chiamare “esame di maturità” e non “esame di Stato” e sarà superato solamente se tutte le prove saranno state regolarmente svolte, quindi rifiutarsi di svolgere l’orale comporterà la bocciatura. Cambia anche l’orale in sé, che verterà solamente su quattro materie scelte dal Ministero a gennaio di ogni anno. Di conseguenza le commissioni d’esame si restringono: saranno solamente due professori interni e due esterni, mentre oggi sono tre e tre. Vi sono poi altre previsioni su supplenze, cambi di indirizzo e sicurezza scolastica.
Ben più scalpore ha destato il problematico disegno di legge proposto sempre dal Ministro Valditara con l’obiettivo di rafforzare il primato educativo della famiglia per quanto riguarda l’educazione sessuale. Il testo, al momento in Commissione alla Camera, prevede l’obbligo di ottenere il preventivo assenso dei genitori per ogni attività di educazione sessuale, mentre gli esperti esterni scelti dovranno essere approvati dal collegio docenti e dal consiglio di Istituto. Si prevede poi il divieto di organizzare questi corsi alla materna e alle elementari: una proposta che un emendamento della Lega ha esteso fino alle medie. Valditara ha sottolineato che l’obiettivo è evitare di “creare confusione insegnando le cosiddette teorie gender”.
Ci ritorneremo a tempo debito, anche senza il consenso scritto delle vostre famiglie.

Sappiamo ormai che la premier non apprezza troppo spiegare quello che fa, men che meno ai giornalisti. Anche la conferenza stampa per la presentazione della legge di bilancio, la prima dopo un Consiglio dei Ministri a cui Meloni si concedeva dal 2023, non è durata poi molto: la Presidente ha lasciato il mite Giorgetti da solo dopo appena due domande.
Ai parlamentari è andata un po’ meglio che ai giornalisti. Mercoledì 22 ottobre, la premier ha tenuto le comunicazioni al Parlamento in vista del Consiglio Europeo di venerdì scorso. Ma non è tutta cortesia: c’è una legge che lo prevede.
Il discorso è stato incentrato sulla politica estera e sulla solidità del Governo, rivendicando in particolare la valutazione migliorata del debito italiano da parte delle agenzie di rating. Meloni ha poi confermato la sua vicinanza all’amministrazione Trump, offrendo la disponibilità a far parte del board per Gaza e ad inviare i Carabinieri a sostegno dell’Autorità Palestinese durante la ricostruzione. Meloni ha ribadito il sostegno all’Ucraina, escludendo però qualsiasi invio di soldati italiani, cedendo alla posizione molto fredda della Lega. La Presidente ha sottolineato poi la necessità di rafforzare anche il confine mediterraneo della UE, minacciato dalla strumentalizzazione delle migrazioni e dal terrorismo.
Su un piano più europeo, Meloni ha ribadito un approccio pragmatico e cauto alla lotta al cambiamento climatico, mostrando contrarietà alla proposta della Commissione di ridurre del 90% le emissioni entro il 2040, figlia di un approccio secondo lei ideologico. In questo contesto, la premier ha presentato tre principi cardine: neutralità tecnologica (in particolare uso di biocombustibili), maggiore uso dei crediti di carbonio e maggiori risorse economiche. Infine una richiesta di semplificazione normativa e la contrarietà a un allentamento del principio di unanimità in sede di Consiglio europeo.
Il voto sulle risoluzioni di maggioranza non ha dato alcun grattacapo alla premier, mentre le opposizioni si sono presentate divise con diverse risoluzioni. La maggioranza ha comunque approvato anche alcuni punti della risoluzione presentata da Azione, che in cambio ha votato a favore della testo del Governo. Prove di avvicinamento?

Concludiamo con due belle iniziative che si sono prese la scena in questi giorni in Parlamento.
Martedì 21 ottobre la Camera ha approvato in prima lettura la proposta Mollicone (FdI, da giugno Presidente della Commissione Cultura) sulla valorizzazione dei beni culturali. In particolare, si prevede che il Ministero della Cultura prepari una strategia nazionale di valorizzazione dei beni culturali denominata “Italia in scena”. È sicuramente un caso che il titolo sia lo stesso del libro “Italia in scena” pubblicato nel 2021 proprio da Mollicone con un’introduzione di Giorgia Meloni.
Al Senato invece si è tenuta mercoledì 22 ottobre una conferenza per la presentazione di un libro sul fisico Majorana, organizzata dal leghista Centinaio, che però non era presente. All’incontro sono intervenuti diversi esponenti delle scienze alternative che hanno magnificato la fantomatica Macchina di Majorana, capace di trasformare la sabbia in grano e il ferro in oro, oltre a ringiovanire animali e persone. Purtroppo la registrazione non è più disponibile sul sito del Senato. Che sia stata la manina dello stesso Majorana?

Ha finito o non ha finito?
PRESIDENTE: La ringrazio. Ha chiesto di parlare l'onorevole Caiata. Ne ha facoltà.
NICOLA CARE' (PD): Come “la ringrazio”?
PRESIDENTE: Chiedo scusa, non ha finito?
NICOLA CARE' (PD): Grazie, Presidente.
PRESIDENTE: Chiedo scusa. La ringrazio nuovamente. Ha chiesto di parlare l'onorevole Caiata.
NICOLA CARE' (PD): È un Accordo di…
PRESIDENTE: Ah, non ha finito? Vuole parlare? Pensavo che fosse stato breve e conciso. Prego, prego.
NICOLA CARE' (PD): Grazie, Presidente
Ridendo e scherzando, giovedì scorso il Governo ha festeggiato il suo terzo anniversario, facendo del Meloni I il terzo governo più lungo della Repubblica. Superato Craxi, ormai nel mirino resta solamente il socio e mentore Berlusconi: appuntamento quindi al primo maggio per salire un altro gradino del podio.
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Nel frattempo, in Parlamento
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo statuto del partito Europa Verde-Verdi.
Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge di ratifica di un accordo con la Macedonia del Nord.
Approvati definitivamente i disegni di legge di ratifica di un accordo con l’Armenia, del Protocollo alla Convenzione sull’inquinamento atmosferico e del Protocollo sulla gestione integrata delle zone costiere.


